Classificazione, i rifiuti di imballaggio sono sempre identificati con il sub capitolo 15 01 dell’Elenco europeo
Quesito numero 1699
Ditta che produce occhiali. Nella fase di imballo del prodotto finale l’Addetto al controllo qualità scarta alcune confezioni (imballi) in quanto difettati.
Considerato che i rifiuti da imballaggio sono generati da verifica di qualità prima di porli in uso, e non da attività di disimballaggio, è corretto attribuire il codice Eer 15 01 xx (in base alla composizione)? O è corretto identificare il rifiuto con codice Eer 16 03 04-6 (in base alla composizione)?
I rifiuti di imballaggio sono presenti nel capitolo 15 dell’Elenco europeo dei rifiuti (Eer) di cui all’Allegato D, Parte quarta, Dlgs 152/2006.
I criteri di classificazione dei rifiuti si basano:
• per alcune tipologie di rifiuti, sull’individuazione dell’attività che li ha generati;
• per altre tipologie di rifiuti, sulla funzione che rivestiva il prodotto in origine. Qui rientrano i rifiuti di imballaggio per i quali, “qualsiasi sia la loro origine, si fa sempre riferimento alla voce 15 01 dell’Elenco europeo”.
Così si sono espresse le Linee guida Snpa 105/2021, pp. 13 e 46.
Le Linee guida sulla classificazione dei rifiuti approvate, in base al Dlgs 152/2006, con Dd 47/2021 hanno forza assimilabile a quella di legge. Questo è stato chiarito dalla nota Mite n. 128108 del 17 ottobre 2022 recante “chiarimenti applicativi” sulle Linee guida Snpa 105/2001.
A pag. 77, tali Linee guida ricordano che “per poter assegnare al rifiuto un codice del sottocapitolo capitolo 15 01 è necessario determinare se l’imballaggio/il contenitore è nominalmente vuoto”.
Al riguardo Snpa suggerisce “di interpretare la nozione di ‘nominalmente vuoto’ nel senso che i contenuti del prodotto sono stati rimossi in maniera efficace. La rimozione può avvenire tramite drenaggio o raschiatura. Il fatto che vi siano residui minimi di contenuti nei rifiuti di imballaggio non esclude la possibilità di classificare questi rifiuti come ‘nominalmente vuoti’ e non ne vieta l’assegnazione al sottocapitolo 15 01 rifiuti di imballaggio. Un imballaggio si può ritenere completamente svuotato se nel caso di un ulteriore tentativo di svuotamento, per effetto ad esempio del suo capovolgimento, non si hanno più rilasci né di gocce né di residui solidi”.
In generale, pertanto, a meno che non sia pericoloso di per sé, un imballaggio sarà classificato con il codice relativo alla frazione merceologica di cui è costituito (da 15 01 01 a 15 01 09) quando l’imballaggio non risulta esternamente contaminato da sostanze pericolose e:
• non presenta residui di sostanze pericolose, ossia è stata attuata un’adeguata rimozione del residuo del materiale contenuto, oppure
• il residuo presente nell’imballaggio non è una sostanza o una miscela di sostanze pericolose (es. una bottiglia contenente un residuo di bevanda).
Le Linee guida Snpa ricordano che il codice 15 01 10 “non riporta l’usuale dicitura ‘contenenti sostanze pericolose’ bensì la seguente descrizione più articolata ‘contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze’. Tale descrizione porta a concludere che la semplice presenza di un residuo di sostanze pericolose nell’imballaggio (ad esempio un residuo di un prodotto pericoloso) o la sua contaminazione esterna da parte di sostanze pericolose determina un’automatica classificazione dello stesso come rifiuto pericoloso”.
Nello specifico sugli imballaggi pericolosi, la citata nota ministeriale n. 128108 del 17 ottobre 2022 ha affermato che le Linee guida hanno evidenziato la difficoltà della relativa classificazione stante la “impossibilità di attuare una separazione automatica dei contenitori etichettati da quelli non etichettati come anche non percorribile è l’implementazione di una selezione manuale in un impianto industriale con determinati standard di produttività, con la conseguente necessità, stante quanto riportato nel periodo finale di pagina 78, di ‘dover classificare l’intera massa come rifiuto pericoloso’”.
Le Linee guida Snpa proseguono con la “Classificazione in funzione della tipologia di imballaggio” e la “Classificazione di accumuli di imballaggi”, alla lettura delle quali si rinvia.