Traffico illecito di rifiuti: l’errore sulla qualifica del digestato non scusa
Corte di Cassazione – Sentenza 30 marzo 2026, n. 11792
La massima
Il legale rappresentante dell’impresa che gestisce un impianto di trattamento di rifiuti non può invocare l’ignoranza della legge penale per evitare di rispondere del reato di traffico illecito di cui all’articolo 452-quaterdecies del Codice penale se pone in essere un’attività organizzata di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti in assenza delle necessarie autorizzazioni. La natura “specificamente tecnica” dell’attività svolta implica infatti la necessaria presenza in capo agli organi operativi dell’azienda di un’elevata competenza anche sulle implicazioni giuridiche che l’attività comporta. (I.M.)
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