Il sistema CoGePir, tra sicurezza pubblica e tutela ambientale. Un mondo di pirotecnici oltre i fuochi d’artificio

Argomenti trattati: Rifiuti da esplodenti

Quando si parla di pirotecnica, l’immaginario collettivo corre subito ai fuochi d’artificio. In realtà, dispositivi e articoli pirotecnici sono parte integrante della nostra vita quotidiana, spesso in applicazioni cruciali per la sicurezza che diamo per scontate.

Si trovano negli airbag delle automobili, nei sistemi antifurto domestici con nebbiogeni, e sono ampiamente utilizzati in settori strategici come la nautica, l’agricoltura, il comparto ferroviario e l’industria. Vengono impiegati come strumenti di segnalazione, soccorso e sicurezza, oltre che per eventi e spettacoli.

Tuttavia, quando questi prodotti giungono a fine vita – per scadenza naturale, per sostituzione o a seguito di sequestri da parte delle Forze dell’Ordine – diventano “rifiuti esplodenti”. La loro pericolosità intrinseca impedisce uno smaltimento convenzionale e impone una gestione rigorosa per tutelare persone e ambiente.

La risposta normativa: l’EPR applicata ai rifiuti pirotecnici

La crescente consapevolezza di questa criticità ha portato il Legislatore a intervenire. Con il decreto interministeriale 12 maggio 2016, n. 101 è stato introdotto in Italia il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) anche per questo settore.

Questo approccio, cardine delle politiche ambientali europee, attribuisce ai produttori e agli importatori l’onere finanziario e organizzativo della gestione del fine vita dei loro prodotti. L’Italia si è così affermata come il primo Paese in Europa ad applicare l’EPR ai rifiuti pirotecnici, creando un modello di riferimento.

In questo contesto normativo nasce il CoGePir, il Consorzio Gestione Pirotecnici. Costituito inizialmente in forma volontaria, lo scorso 22 febbraio il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il Dm 2 febbraio 2026 n. 32, ha riconosciuto il CoGePir quale soggetto di diritto privato facente funzione pubblica, confermandolo come unico sistema collettivo in Italia per la gestione di tutti i rifiuti derivanti da prodotti pirotecnici.

Un doppio presidio normativo: Ambiente e Pubblica Sicurezza

Il CoGePir opera in un ambito peculiare nel panorama nazionale, poiché è l’unico settore merceologico che risponde simultaneamente a due normative primarie: il Testo Unico Ambientale (Dlgs 152/2006) e il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).

Questo doppio presidio normativo implica che ogni fase della filiera – dalla raccolta al trasporto, fino allo stoccaggio e alla distruzione – debba sottostare a un regime autorizzativo estremamente stringente, che richiede competenze tecniche specifiche e garanzie di legalità e tracciabilità assolute.

I risultati del sistema: una filiera controllata e in crescita

L’efficacia del modello consortile è testimoniata dai numeri. Nel 2025, il CoGePir ha raccolto e avviato a distruzione 51.426 kg di dispositivi pirotecnici a fine vita, segnando un incremento costante rispetto ai 48.745 kg del 2024 e ai 39.943 kg del 2023. Il sistema garantisce sull’intero territorio nazionale una filiera certificata che include:

• Raccolta controllata: attraverso il meccanismo dell’“uno contro uno”, il cliente può conferire il vecchio dispositivo al rivenditore al momento dell’acquisto del nuovo.

• Trasporto autorizzato: eseguito da operatori specializzati nel rispetto della normativa ADR e di Pubblica Sicurezza.

• Depositi per esplosivi certificati: per lo stoccaggio temporaneo in condizioni di massima sicurezza.

• Distruzione in impianti specializzati: attraverso processi di termodistruzione ad alta tecnologia.

Un presidio di legalità a supporto delle Forze dell’Ordine

Oltre alla gestione del fine vita ordinario, il CoGePir svolge un ruolo cruciale come presidio di sicurezza pubblica. Il Consorzio gestisce infatti i materiali pirotecnici sequestrati su ordine dell’Autorità Giudiziaria. Solo nel 2025, le Forze dell’Ordine hanno sequestrato e affidato al CoGePir quasi 10.000 kg di materiale illegale, e già 6.000 kg dall’inizio del 2026.

Per far fronte a questa esigenza, il Consorzio ha messo a disposizione delle Forze di Pubblica Sicurezza almeno un deposito giudiziale convenzionato in ogni Regione d’Italia, garantendo una filiera controllata per la custodia e la successiva distruzione.

Chi fa parte del sistema?

L’adesione al sistema collettivo è obbligatoria per tutti i produttori e importatori che immettono articoli pirotecnici sul mercato italiano. Questo assicura la completa tracciabilità e la corretta gestione dei dispositivi.

I rivenditori, i centri di revisione delle scialuppe, gli armatori e altri utilizzatori professionali si qualificano invece come “soggetti serviti” (punti di raccolta) e non hanno l’obbligo di adesione, in quanto l’onere è già stato assolto a monte dai loro fornitori associati a CoGePir. Lo statuto del consorzio è inoltre strutturato per rappresentare tutti gli stakeholder della filiera, dai fabbricanti agli operatori logistici.

CoGePir

Il CoGePir, Consorzio Gestione Pirotecnici, nasce nel dicembre 2017 come consorzio volontario senza scopo di lucro per dare attuazione al decreto 101/2016, che impone a fabbricanti e importatori di prodotti pirotecnici di farsi carico della loro gestione a fine vita (principio EPR).

Con il decreto ministeriale n. 32 del 2 febbraio 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha riconosciuto il CoGePir quale unico sistema collettivo nazionale con funzione pubblica per la gestione di tutti i rifiuti pirotecnici, inclusi i materiali esplodenti sequestrati dall’Autorità Giudiziaria.

Il Consorzio opera sotto la duplice vigilanza del Testo Unico Ambientale e del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, garantendo una filiera tracciata e sicura.

Per maggiori informazioni: www.cogepir.it