Decreto Batterie 29/2026: la lettura del CDCNPA tra opportunità, criticità e nodi attuativi

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Da marzo 2026 la gestione dei rifiuti di batterie in Italia è disciplinata da un quadro normativo profondamente rinnovato, a partire dal Regolamento UE 2023/1542 direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Si tratta di un elemento di discontinuità rispetto alla passata direttiva 2006/66/CE, recepita in Italia con il Dlgs 188/2008, che lasciava ampi margini di discrezionalità ai singoli Stati membri sulle modalità di applicazione dei principi della responsabilità estesa del settore.

Il Regolamento definisce una cornice comune, nell’ottica di realizzare un mercato comunitario sovranazionale e non limitato ai singoli Stati membri, ma lascia alcuni spazi di manovra ai singoli Paesi. Il decreto legislativo 29/2026 interviene in questo senso: istituisce il registro nazionale dei produttori, aggiorna il ruolo del Centro di Coordinamento, disciplina in maniera specifica i sistemi collettivi e individuali, regolamenta i punti di raccolta.

Il cambio normativo non si riduce tuttavia a un mero riassetto burocratico. Viene ridisegnata l’intera filiera delle batterie, dalla progettazione all’immissione sul mercato fino al riciclo, ridefinendo le categorie di immesso e fissando nuovi obiettivi di raccolta differenziata: 63% di raccolta dei rifiuti di batterie portatili entro il 2027 (73% entro il 2030) e 51% di raccolta di batterie per mezzi di trasporto leggeri (LMT) entro il 2028 (61% entro il 2031).

Il tasso di raccolta è il numero attorno al quale ruota tutta la verifica degli obiettivi e viene calcolato ogni anno dal Centro di Coordinamento: per rendere confrontabili i dati nazionali con quelli degli altri Paesi, a fine 2025 è stato definito tramite un atto europeo di esecuzione il formato con cui comunicare questi dati alla Commissione europea. Lo stesso Regolamento ha anche stabilito il 2026 come primo anno civile di riferimento formale: i risultati dovranno essere comunicati alla Commissione europea entro il 30 giugno 2027.

Il Centro di Coordinamento opera come fulcro dell’intera filiera, a garanzia del raggiungimento dei predetti obiettivi e della piena attuazione della responsabilità estesa del produttore. Una delle novità introdotte riguarda la semplificazione burocratica per i punti di raccolta: il trasporto delle batterie portatili raccolte verso gli impianti di trattamento può avvenire con un semplice documento di trasporto invece delle più gravose procedure ordinarie previste dalla normativa sui rifiuti. È una misura che favorisce la partecipazione alla rete di raccolta, con potenziali effetti positivi sulla capillarità del servizio su tutto il territorio.

Un’altra novità rilevante riguarda chi vende batterie attraverso piattaforme online, che diviene soggetto agli stessi obblighi di responsabilità estesa del produttore applicati a chi vende attraverso canali tradizionali. Si colma così una lacuna che negli anni aveva creato asimmetrie competitive significative.

Nonostante la nuova solida struttura del quadro normativo, rimangono diversi strumenti attuativi ancora non operativi, e alcune di queste lacune condizionano il funzionamento dell’intero sistema. Il nodo più critico è l’aggiornamento del registro dei produttori, che non è ancora avvenuto: l’intera architettura del sistema – produttori, sistemi, Centro di Coordinamento – è in attesa di questo primo passo per evitare che il periodo transitorio si protragga troppo nel tempo.

Un secondo ostacolo è l’adozione dello statuto-tipo per i sistemi collettivi. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto quello delle imprese e del made in Italy, deve adottare uno statuto-tipo al quale tutti i sistemi collettivi dovranno conformarsi per poter ottenere il riconoscimento formale. La stabilizzazione del quadro istituzionale dipende dall’adozione tempestiva di questi atti ministeriali.

C’è inoltre il tema delle garanzie finanziarie: è previsto che ogni produttore, quando immette una batteria sul mercato, deve prestare una garanzia a copertura dei costi di gestione del rifiuto in caso di inadempimento o insolvenza. Le modalità concrete di applicazione di tali garanzie devono essere ancora definite con apposito decreto ministeriale: senza tale decreto, né i produttori né i sistemi collettivi possono strutturare operativamente tale voce, fondamentale perché integrante del meccanismo di responsabilità estesa.

Un’altra scadenza che richiede attenzione è fissata al 9 dicembre 2026, quando entreranno in vigore nuovi codici europei per la classificazione dei rifiuti di batterie. Gli operatori che gestiscono tali rifiuti dovranno aggiornare le proprie autorizzazioni, si tratta di adempimenti che richiedono tempo e coordinamento con le autorità competenti. Il rischio concreto, in assenza di un univoco indirizzo operativo, è che la gestione del rifiuto non sia effettuata in maniera efficiente, ritardando il raggiungimento degli obiettivi.

I dati raccolti nel corso del 2026 confluiranno nel primo rapporto ufficiale alla Commissione europea, atteso entro giugno 2027. La qualità di questo rapporto e la capacità di dimostrare di avvicinarsi agli obiettivi di raccolta dipendono in misura significativa da quanto sarà possibile realizzare nei prossimi sei mesi. Un registro dei produttori efficiente, il riconoscimento dei sistemi collettivi e individuali, un sistema di garanzie chiaro e funzionale: nessuno di questi elementi è solo un dettaglio tecnico. Sono i presupposti operativi senza i quali gli obiettivi fissati restano numeri che nessuno è in grado di perseguire.

Il CDCNPA continuerà a svolgere le proprie funzioni nella consapevolezza di questa responsabilità e a supportare le istituzioni competenti affinché tutti gli attori della filiera abbiano a disposizione gli strumenti necessari per una piena realizzazione del sistema italiano di gestione del fine vita delle batterie.

CDCNPA

Il CDCNPA, Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, è l’organismo che sovrintende alla raccolta dei rifiuti di batterie, che ha trovato nel nuovo quadro normativo nazionale la conferma e l’ampliamento del proprio ruolo, oltre che una nuova denominazione: il Dlgs 29/2026 affida infatti al Centro di Coordinamento il compito di coordinare a livello nazionale il ritiro, la raccolta e l’avvio a trattamento dei rifiuti di batterie, garantendo uniformità di condizioni operative. Al CDCNPA aderiscono tutti i sistemi collettivi e individuali attivi in Italia, e tra le funzioni che gli sono attribuite vi sono il calcolo annuale del tasso di raccolta, la raccolta e trasmissione dei dati all’ISPRA, il monitoraggio dei flussi di rifiuti di batterie e la promozione di campagne di informazione e sensibilizzazione per i cittadini.