Batterie: regole certe per una filiera industriale più sostenibile

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Il decreto legislativo 10 febbraio 2026, n. 29 rappresenta un passaggio di grande rilievo per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al nuovo quadro europeo in materia di batterie, e, in particolare, di rifiuti di batterie. Si tratta di un intervento atteso che contribuisce a rendere più organico e coerente il sistema italiano, rafforzando gli strumenti di vigilanza, tracciabilità e responsabilità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.

In un settore strategico per la transizione energetica ed ecologica, la chiarezza delle regole costituisce una condizione essenziale non solo per la tutela ambientale, ma anche per lo sviluppo di una filiera industriale solida e competitiva.

Dal punto di vista di FIB S.p.A., società del gruppo Seri Industrial S.p.A., produttrice italiana di batterie – sia piombo-acido che litio – a marchio FAAM sin dal 1974, il decreto assume un valore particolarmente significativo. Esso riconosce che la sostenibilità delle batterie non si esaurisce nella fase di immissione sul mercato, ma riguarda l’intero ciclo di vita: progettazione, produzione, utilizzo, raccolta, trattamento e recupero delle materie. La norma si inserisce coerentemente in una visione industriale in cui innovazione tecnologica e responsabilità ambientale procedono insieme, visione che condividiamo pienamente.

Uno degli elementi più rilevanti è il rafforzamento della governance del sistema. L’istituzione del Tavolo nazionale batterie, il riordino delle competenze delle autorità e il potenziamento del Centro di coordinamento batterie delineano un assetto più strutturato, capace di favorire il coordinamento tra istituzioni e operatori economici. La qualità della disciplina dipende anche dalla capacità del sistema di garantirne un’applicazione uniforme ed efficace.

Di particolare importanza è l’introduzione di strumenti più avanzati di tracciabilità e controllo, come il Registro dei produttori di batterie, integrato nel Registro nazionale dei produttori, che sostituisce il Registro previsto dal precedente Dl 188/2008 e diventa elemento centrale per assicurare trasparenza e correttezza del mercato. L’obbligo di iscrizione quale condizione per l’immissione sul mercato rappresenta un passaggio fondamentale per contrastare fenomeni distorsivi e garantire condizioni di concorrenza eque tra gli operatori. Per le imprese che investono nella conformità e nella gestione responsabile del fine vita, è essenziale che il sistema premi i comportamenti virtuosi e riduca gli spazi di opacità.

Il decreto interviene inoltre in modo significativo sul tema del dovere di diligenza lungo la catena del valore, richiedendo agli operatori economici l’adozione di strategie proporzionate per individuare e mitigare i rischi connessi all’approvvigionamento e alla produzione. Si tratta di un passaggio cruciale in un contesto globale caratterizzato da crescente attenzione alle materie prime critiche, alla sicurezza dei prodotti e alla trasparenza delle filiere. La previsione di strumenti di supporto tecnico e operativo rappresenta un elemento positivo, in quanto consente di accompagnare le imprese nell’attuazione degli obblighi, favorendo un equilibrio tra rigore normativo e sostenibilità operativa.

Di grande rilievo è anche l’attenzione riservata alla gestione dei rifiuti di batterie e al raggiungimento di obiettivi di raccolta sempre più ambiziosi. Il rafforzamento del ruolo del Centro di coordinamento batterie e la definizione di target progressivi confermano che il fine vita rappresenta una componente essenziale della politica industriale del settore. Per FAAM, ciò significa ribadire che la competitività della filiera passa anche dalla capacità di garantire sistemi efficienti di raccolta, trattamento e recupero, in una logica di economia circolare concreta, che ci caratterizza da sempre. Il recupero delle materie e la riduzione della dipendenza da risorse primarie costituiscono leve strategiche sia per la sostenibilità ambientale sia per l’autonomia industriale europea.

Positiva è anche la previsione relativa agli appalti pubblici verdi, che potrà contribuire a orientare la domanda verso prodotti conformi ai più elevati standard ambientali. L’utilizzo della leva pubblica in questa direzione rappresenta un importante fattore di stimolo per gli investimenti in qualità, innovazione e sostenibilità, rafforzando al contempo la competitività del sistema produttivo nazionale.

 

L’efficacia del decreto dipenderà tuttavia anche dalla sua concreta attuazione. Sarà fondamentale garantire tempi certi, chiarezza operativa e un costante dialogo con gli operatori della filiera, al fine di evitare che la complessità amministrativa, i costi e gli sforzi necessari alle imprese per essere compliance si traducano in un ostacolo agli investimenti. La sfida è costruire un quadro normativo ambizioso, ma al tempo stesso chiaro ed efficiente.

 

Questo decreto conferma che la transizione ecologica richiede un forte impegno industriale, accompagnato da regole certe e da un sistema di controlli efficace. Per FAAM il corretto rispetto della gestione dei rifiuti, anche nel settore delle batterie, contribuisce in modo significativo alla transizione ecologica.

In questa prospettiva, il decreto legislativo n. 29 del 2026 può e deve rappresentare un passo importante verso un modello di sviluppo più sostenibile, trasparente e responsabile, capace di coniugare crescita industriale e tutela dell’ambiente.

FIB S.p.A.

FAAM nasce nel 1974 a Monterubbiano (FM) come produttore di sistemi di accumulo di energia, sviluppando nel tempo un solido know-how nelle tecnologie piombo-acido, fuel cell e litio. Oggi FIB S.p.A., che opera con il marchio FAAM, rappresenta una realtà industriale integrata che controlla l’intera filiera produttiva, dalla produzione delle materie prime al riciclo delle batterie a fine vita, in linea con i principi dell’economia circolare. L’ingresso nel Gruppo Seri Industrial S.p.A. nel 2013 ha rafforzato la strategia di integrazione verticale e di innovazione tecnologica, culminata nello sviluppo del polo di Teverola, prima Gigafactory del sud Europa per la produzione di batterie al litio con processo “water-based”. Attraverso investimenti rilevanti e partnership strategiche, tra cui la joint venture Eni Storage System, FIB è oggi protagonista nella transizione energetica, con soluzioni avanzate per accumulo stazionario, mobilità sostenibile e sistemi BESS.