Il CONOE e la filiera degli oli e grassi vegetali ed animali esausti: un percorso consolidato, un futuro di nuovi traguardi
La filiera della raccolta e rigenerazione degli oli e grassi vegetali e animali esausti, a oltre 25 anni dall’istituzione del CONOE, continua a evidenziare segnali di crescita e a consolidare il proprio contributo alla transizione verso modelli di economia circolare. Nel 2025 sono state raccolte e avviate a riciclo circa 125 mila tonnellate di oli esausti, con un incremento di circa il 14% rispetto all’anno precedente.
Questi risultati sono il frutto di una filiera consolidata e coordinata, costituita da centinaia di operatori presenti su tutto il territorio nazionale, e di un modello consortile che rappresenta, nel settore degli oli vegetali esausti, un unicum nel panorama europeo.
Accanto ai risultati raggiunti, il sistema deve oggi confrontarsi con nuove sfide.
La piena intercettazione dei flussi domestici rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo, insieme alla ricerca di impieghi più sostenibili e al rafforzamento delle condizioni di mercato e dei meccanismi di valorizzazione. Tutto ciò avviene in un contesto caratterizzato da dinamiche competitive e da importanti evoluzioni normative a livello europeo, che finora non hanno consentito di valorizzare adeguatamente il rifiuto raccolto sul territorio nazionale rispetto a risorse meno sostenibili provenienti dall’estero.
Tra i principali impegni vi è il potenziamento della raccolta degli oli esausti di provenienza domestica che, al contrario di quella professionale, fatica a crescere, attestandosi su circa 14.000 tonnellate raccolte annualmente: un valore molto distante dal potenziale complessivo di raccolta domestica che, secondo stime CONOE, ammonta a circa 200.000 tonnellate. Intercettare questi quantitativi rappresenta una delle leve più importanti per aumentare i volumi destinati alla rigenerazione, migliorando le performance complessive della filiera ed evitando gli impatti dannosi sull’ambiente derivanti dallo sversamento scorretto di questi flussi.
Si tratta di un obiettivo conseguibile soprattutto attraverso un rafforzamento delle attività di informazione e sensibilizzazione dei cittadini: una corretta gestione degli oli esausti domestici richiede infatti una maggiore consapevolezza dei gravi danni ambientali derivanti dallo smaltimento improprio e dell’importanza del conferimento differenziato.
Si tratta di un impegno prioritario per il CONOE, ma la dimensione della sfida, che coinvolge circa 8.000 Comuni e 25 milioni di nuclei familiari, evidenzia la necessità di risorse adeguate e stabili per realizzare campagne di comunicazione capillari e continuative, in grado di trasformare la consapevolezza in comportamenti concreti e duraturi.
Se il rafforzamento della raccolta costituisce una priorità per consolidare la filiera, il suo sviluppo passa anche dalla capacità di garantire e rafforzare l’adeguata valorizzazione degli oli vegetali rigenerati (RUCO).
Ciò riguarda innanzitutto il loro principale mercato di sbocco, rappresentato dalla produzione di biocarburanti. In questo ambito è necessario definire un quadro normativo e di mercato più efficace nel valorizzare gli oli esausti raccolti in Italia rispetto ad altre feedstock importate, talvolta anche fraudolentemente, soprattutto dai mercati asiatici. Un intervento in questa direzione contribuirebbe a creare condizioni di concorrenza più equilibrate e a sostenere la competitività della filiera nazionale.
In prospettiva, l’ampliamento degli sbocchi commerciali del RUCO rappresenta una direttrice di sviluppo da perseguire con crescente attenzione. Oltre a consolidare gli impieghi attuali, è importante ampliare gli sbocchi industriali degli oli rigenerati, sostenendo questo processo attraverso l’innovazione tecnologica e la ricerca applicata.
Diversificare gli utilizzi può rafforzare la resilienza della filiera, aumentare il valore generato dai processi di rigenerazione, favorire nuove opportunità di sviluppo industriale e accrescere il contributo del settore agli obiettivi di circolarità.
Infine, la tutela della legalità resta una condizione imprescindibile per assicurare equità competitiva, trasparenza e solidità al sistema. La sottrazione illecita degli oli esausti da parte di operatori irregolari penalizza le imprese che operano nel rispetto delle norme e compromette il corretto funzionamento della filiera. Il CONOE continuerà a impegnarsi nel contrasto a queste pratiche, con l’obiettivo di rafforzare un sistema fondato su trasparenza, tracciabilità e rispetto delle regole.
Lo sviluppo del settore in una prospettiva sempre più circolare richiede, dunque, una visione di sistema e una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese, cittadini e tutti gli attori della filiera.
CONOE
CONOE è il Consorzio ex lege disciplinato dall’articolo 233 del Dlgs 152/2006, ed ha la funzione di organizzare, controllare e monitorare la filiera degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti allo scopo di ridurre la dispersione del rifiuto trasformandolo in una risorsa rinnovabile.
Il CONOE assicura e promuove su tutto il territorio italiano la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento ed il riutilizzo di oli e grassi vegetali ed animali esausti, nonché le iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla corretta gestione di questo rifiuto.
Negli anni l’adesione al CONOE è cresciuta costantemente e, ad oggi, partecipano: 13 Associazioni di categoria in rappresentanza di oltre 300 mila produttori di olio esausto, a cui si aggiungono circa 2.500 aziende che aderiscono in maniera diretta; 1 Associazione di categoria in rappresentanza di oltre 30 aziende e oltre 500 imprese di raccolta e stoccaggio; 2 Associazioni di categoria e circa 50 aziende attive nella rigenerazione; 4 Associazioni dei produttori di oli alimentari.