Batterie e piccoli Raee nell'indifferenziato: separarli è possibile, ma servono fino a 114 milioni di euro
Milano, 14 settembre 2026 - 11:09

Batterie e piccoli Raee nell'indifferenziato: separarli è possibile, ma servono fino a 114 milioni di euro

a cura di Simona Faccioli

Uno studio di Erion Energy, Erion WEEE e Politecnico di Milano valuta costi e tecnologie per recuperare batterie e piccoli Raee conferiti erroneamente nei rifiuti urbani residui. Ma la raccolta differenziata resta la soluzione prioritaria.

Ogni italiano getta ogni anno quasi 2 kg di piccoli Raee e 120 grammi di batterie tra i rifiuti urbani indifferenziati. Un flusso che sfugge ai canali di raccolta dedicati e che potrebbe essere in parte recuperato attraverso tecnologie di selezione installate negli impianti di trattamento.

È quanto emerge dallo studio Soluzioni per la rimozione di Rifiuti di Batterie e piccoli Raee dai rifiuti indifferenziati: tecnologie, costi e driver, presentato il 9 settembre 2026 a Milano.

 

Secondo lo studio, intercettare batterie esauste e piccoli Raee conferiti erroneamente nell'indifferenziato è tecnicamente possibile, ma richiede investimenti significativi. L'integrazione negli impianti di trattamento meccanico-biologico (Tmb) di sistemi di apertura dei sacchi, scanner a raggi X e robot per l'identificazione e la separazione automatica comporterebbe un investimento compreso tra 1,5 e 2,9 milioni di euro per impianto, a seconda del livello di automazione.

Estendendo queste tecnologie ai principali 60 impianti Tmb italiani, che trattano circa l'80% dei rifiuti urbani residui prodotti ogni anno, l'investimento complessivo sarebbe compreso tra 65 e 114 milioni di euro.

 

Il recupero consentirebbe, secondo le stime, di portare il tasso di raccolta dei piccoli Raee dall'attuale 17% al 37% e quello delle batterie portatili dal 25% al 52%. La separazione permetterebbe inoltre di recuperare materie prime critiche altrimenti destinate all'incenerimento o alla discarica e di ridurre il rischio di incendi negli impianti dovuto alla presenza di batterie al litio.

 

Resta però il nodo economico: nel quadro tariffario attuale della gestione dei rifiuti urbani, i ricavi derivanti dal recupero dei materiali non sarebbero sufficienti ad ammortizzare gli investimenti. Tra le possibili soluzioni lo studio indica incentivi pubblici oppure l'introduzione di un obbligo normativo di intercettazione di batterie e piccoli Raee negli impianti Tmb.

 

La separazione a valle, sottolinea infine Erion, non può comunque sostituire la raccolta dedicata: la priorità resta aumentare il corretto conferimento di questi rifiuti da parte dei cittadini e rendere più capillari e accessibili i punti di raccolta.