Riciclo rifiuti urbani, Ue chiede maggiori sforzi
Ancora molti gli Stati membri che faticano a raggiungere gli obiettivi di "circolarità" imposti dall'Ue, anche a causa di un numero insufficiente di impianti per il riciclaggio dei rifiuti e dei costi troppo alti di quelli esistenti.
Lo sottolinea la Corte dei Conti dell'Unione europea nella relazione pubblicata sul proprio sito istituzionale il 26 novembre 2025. E che riguarda le azioni intraprese dagli Stati membri e dalla Commissione Ue in materia di gestione dei rifiuti urbani nel periodo dal 2014 al 2024.
Secondo il report molti Paesi sono ancora lontani dal raggiungimento dei valori-obiettivo di riciclaggio dei rifiuti fissati dal Legislatore europeo per il 2025, 2030 e 2035.
Da un lato, sottolinea la Corte, perché in alcuni Stati scarseggiano le infrastrutture per il riciclaggio dei rifiuti. E, dall'altro, perché alcuni degli impianti esistenti, in particolare quelli che trattano la plastica, rischiano di chiudere a causa dell'aumento dei costi e delle importazioni di plastica riciclata più economica da Paesi extra Ue.
La Corte raccomanda quindi alla Commissione europea maggiori sforzi in materia, sfruttando meglio gli strumenti di monitoraggio e le misure per imporre il rispetto della normativa (come le procedure di infrazione).
Per maggiori informazioni: Corte dei Conti europea — Relazione speciale 23/2025 — "Gestione dei rifiuti urbani — Nonostante il graduale miglioramento, i progressi dell'Ue verso la circolarità restano problematici".
Documenti di riferimento
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Regolamento Parlamento europeo e Consiglio Ue 2025/40/Ue
Imballaggi e rifiuti di imballaggio - Abrogazione direttiva 94/62/Ce
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Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 94/62/Ce
Imballaggi e rifiuti di imballaggio
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Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2008/98/Ce
Direttiva relativa ai rifiuti - Abrogazione direttive 75/439/Cee, 91/689/Cee e 2006/12/Ce
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Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 - PARTE IV
Gestione dei rifiuti, imballaggi e bonifica dei siti inquinati