Rifiuti n. 345
gennaio 2026
Quesiti

La Rubrica si propone come strumento in grado di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti. Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.

1689 Import-export: in caso di disaccordo sulla qualifica di End of waste, prevale quella di rifiuto

Commercializzazione di un prodotto Eow (in uscita dall’impianto di recupero) destinato a un impianto di produzione (cementeria/laterizi) in ambito sia Ue che extra Ue. Si chiede se l’impianto di destino che acquista e quindi riceve l’Eow (al pari di una materia prima/prodotto) deve essere autorizzato per il suo impiego nel ciclo produttivo, sia in ambito Ue che extra Ue.

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1690 Rifiuti abbandonati, sono urbani ma fino a un certo punto

L’articolo 183, comma 1, lettera b-ter), Dlgs 152/2006 definisce il rifiuto urbano; il punto 4 precisa: “i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua”. Ne consegue che i rifiuti abbandonati giacenti sul territorio comunale e di cui non si conosce la provenienza sono da considerarsi rifiuti urbani.

Qualora si riscontrasse la necessità di effettuare un trasporto di rifiuti abbandonati sul territorio comunale (quindi urbani), classificati pericolosi ed identificati con codice Eer in categoria 5 (per es. guaina catramata Eer 17 03 03*), nel formulario quale provenienza è corretto indicare nel campo 6 (urbano/speciale)? Nel caso questi rifiuti vengano conferiti a un impianto che svolge solamente operazioni di raggruppamento in D13 dello stesso Cer ma di diverse provenienze (urbano/speciale), cosa deve esser indicato nel formulario in uscita al campo 6?

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1691 Responsabilità ex Dlgs 231/2001, la formazione è il cuore pulsante di ogni conformità normativa

Se l’azienda non effettua la formazione e l’addestramento, in materia ambientale, del proprio personale che si occupa della gestione dei rifiuti (es. riguardo alla verifica documentale, modalità di messa in riserva e attività di recupero, precauzioni per evitare impatti ambientali, requisiti del deposito temporaneo ecc.), ciò può essere visto come un “risparmio sui costi” e configurarsi quindi come “ingiusto profitto” agli occhi del Dlgs 231/2001? In tal caso, l’azienda potrebbe essere sanzionata penalmente, a meno che non abbia adottato un modello organizzativo idoneo a prevenire tali reati.

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1692 Rentri, formulario elettronico dal 13 febbraio 2026 per l’uscita dai CdR dei rifiuti non pericolosi

Si trovano risposte discordanti nelle Faq Rentri e nelle Faq di alcuni seminari seguiti. Avremmo la necessità di chiarire se, a decorrere dal 13 febbraio 2026, i formulari relativi ai rifiuti non pericolosi in uscita dai centri di raccolta (CdR) possano essere emessi in formato cartaceo o se sia obbligatoria l’emissione del Fir digitale come richiesto per i rifiuti pericolosi.

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