Dal 13/2/2026 obbligo RENTRI e xFir per produttori rifiuti pericolosi
Milano, 12 gennaio 2026 - 09:00

Dal 13/2/2026 obbligo RENTRI e xFir per produttori rifiuti pericolosi

Il 13 febbraio 2026 scade il termine per l'iscrizione dei piccoli produttori di rifiuti pericolosi al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, e scatta l'obbligo di utilizzo del formulario di identificazione dei rifiuti digitale (xFir) per gli operatori interessati.

Il MinAmbiente ha diffuso, l'8 gennaio 2026, tre distinti comunicati.

Con il primo comunicato viene ricordato che il termine finale del 13 febbraio 2026 per l'iscrizione obbligatoria riguarda i produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti.

Con un secondo comunicato il Ministero avvisa che in relazione all'obbligo di Fir digitale tra il 22 gennaio 2026 e il 12 febbraio 2026 verrà completato il rilascio degli upgrade informatici necessari al funzionamento del sistema.

Un terzo comunicato avvisa che gli operatori esclusi in base alla Legge di Bilancio 2026 (la n. 199/2025) dall'obbligo di iscrizione al Rentri devono presentare apposita pratica di cancellazione, in assenza della quale saranno ritenuti iscritti "in modalità volontaria". Ma ricorda che i produttori iniziali di rifiuti non iscritti al Rentri sono comunque tenuti a registrarsi all'area riservata "Produttori di rifiuti non iscritti" per produrre, vidimare e gestire il Fir in formato cartaceo conforme al nuovo modello.

Sul numero di febbraio della Rivista Rifiuti, online dal 1° febbraio, Paola Ficco con "Rentri, le esclusioni della legge di bilancio. Il Fir digitale (xFir) al via dal 13 febbraio 2026" e Gennaro di Romano "RENTRI – Il Formulario digitale e le sue potenzialità".

Documenti di riferimento

Riferimenti

  • Seminario

    RENTRI e FIR DIGITALI. Emissione, firma e trasmissione digitale del FIR - procedure per produttori e gestori di rifiuti

  • ReteRentri

    Il nuovo servizio di assistenza, formazione e informazione sul nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, con la garanzia di ReteAmbiente