Rifiuti n. 353
ottobre 2026
Quesiti

La Rubrica si propone come strumento in grado di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti. Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.

1713 Formulario: per la bonifica il provvedimento che l’autorizza si aggiunge al resto

Con riferimento alle tipologie di autorizzazioni richiamate dall’Allegato 2 del Dd 251/2023, ai fini della compilazione del Fir, si trova richiamato: “Provvedimenti che autorizzano le operazioni di bonifica, ai sensi del comma 7 dell’articolo 242 del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152”. Stante la suddetta voce, si chiede un Vs. cortese parere circa l’obbligo per un “produttore iniziale”, che ha prodotto un rifiuto con lo svolgimento di un intervento di bonifica approvato, di riportare nel Fir relativo al conferimento del suddetto rifiuto:

• nel campo “N. Aut/Comunicazione”: il protocollo dell’Atto di approvazione del Progetto di Bonifica;

• nel campo “Tipo”: “Provvedimenti che autorizzano le operazioni di bonifica, ai sensi del comma 7 dell’articolo 242 del Dlgs 3 aprile 2006, n. 152”.

a cura di Paola Ficco

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1714 Rifiuti da C&D, quando sono urbani

I rifiuti da costruzione e demolizione, con particolare riferimento al codice Eer 17 08 02 “materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce 170801”, possono essere classificati anche come “rifiuti urbani” ed eventualmente in quali casi? Oppure devono essere classificati sempre come “rifiuti speciali” secondo quanto indicato nell’articolo 184, comma 3, lettera b), Dlgs 152/2006, anche in seguito all’entrata in vigore del Dm 26 marzo 2026 sui centri di raccolta?

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1715 Rifiuti da C&D e il deposito temporaneo presso il punto vendita di inerti

L’articolo 185-bis, comma 1) lettera c), Dlgs 152/2006 prevede la possibilità di effettuare il deposito temporaneo prima della raccolta, per diverse tipologie di rifiuti compresi quelli da costruzione e demolizione, presso i punti vendita dei relativi prodotti (quindi attività commerciali di materiali per edilizia). Nel Dd 251/2023 riguardante il Rentri, al punto 2.2 dell’Allegato 2 si evince che il punto vendita è considerato “detentore” del rifiuto.

Quesito n. 1. Le imprese edili potrebbero portare i propri rifiuti da costruzione e demolizione presso un punto vendita che vende materiale edile (con Ddt o formulario?) il quale non deve essere in possesso di autorizzazione al deposito temporaneo, li stocca e poi li conferisce a ditte autorizzate al recupero/smaltimento, emettendo un formulario in cui è produttore e il trasporto lo può fare il punto vendita con l’autorizzazione 2-bis come se li avesse prodotti lui, con formulario?

Quesito n. 2. Se il punto vendita chiama un trasportatore terzo, nel formulario compare come produttore e deve tenere il registro in cui carica i rifiuti che gli conferiscono le imprese edili? Ma non essendo trasportati con formulario non può, quindi se li carica come se prodotti da se stesso?

Quesito n. 3. Se lo stesso punto vendita realizza lavori edili, in virtù dell’articolo 193, comma 19 del Dlgs 152/2006, i rifiuti derivanti da attività di manutenzione, piccoli cantieri e attività di pulizia si considerano prodotti presso l’unità locale, sede o domicilio dell’impresa. Nel caso di quantitativi limitati il trasporto dal luogo di effettiva produzione alla sede dell’impresa può avvenire mediante il Ddt in alternativa al Fir. Quindi il punto vendita si può portare a casa i propri rifiuti da costruzione e demolizione, metterli in deposito temporaneo e smaltirli, non registrarli (poiché i 17 sono esclusi)?

Quesito n. 4. Abbiamo un caso di un punto vendita che ha un’Aua per la sola messa in riserva R13 delle tipologie 1.1, 7.1 e 6.1, mai messa in esercizio e mai utilizzata. L’impresa può chiedere l’archiviazione di questa Aua e lavorare secondo quanto previsto dall’articolo 185-bis, comma 1, lettera c), Dlgs 152/2006?

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